I CAPPELLANI MILITARI NELLA GRANDE GUERRA. ALC2018

Venerdì mattina alle ore 10.30, nella Sala Consiliare “De Benedet” del Centro Aldo Moro di Cordenons, si è parlato Grande Guerra in Friuli Venezia Giulia e dedl il contributo dei cappellani militari nella costruzione della  memoria dei popoli. Dopo il saluto del Sindaco di Cordenons Andrea Delle Vedove, hanno preso la parola Paolo Gaspari scrittore ed editore, autore del volume “Preti di guerra” (ed. Gaspari), il  professor Giordano Brunettin ed il professor Fiorenzo Porracin, tra gli autori del volume “Aspetti della Grande Guerra nel Friuli Occidentale” (Euro 92 Editoriale).

A conclusione dell’incontro, un intervento di S.E. monsignor Santo Marcianò, dell’Ordinariato Militare Italiano.

L’appuntamento è promosso in collaborazione con Ordinariato Militare d’Italia e con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Cordenons e con il supporto di ATAP.

SI E’ PARLATO DI LEGGI RAZZIALI ED ANTISEMITISMO AD ASCOLTARE, LEGGERE, CRESCERE

All’Auditorium Concordia di via Interna 2 a Pordenone, si è parlato di antisemitismo e responsabilità italiane a 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali,  in un appuntamento promosso in collaborazione con la Storica Società Operaia di Muto Soccorso e Istruzione. Dopo l’introduzione di monsignor Giuseppe Tosoni, Presidente Commissione per l’Ecumenismo ed il Dialogo Interreligioso della Diocesi Concordia – Pordenone, spazio agli interventi dei relatori. Gadi Luzzato Voghera, della direttore Fondazione CDEC – Centro Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, monsignor Pier Francesco Fumagalli, Dottore dell’Ambrosiana di Milano e la professoressa Elena Lea Bartolini De Angeli, docente Istituto Scienze Religiose di Milano, proporranno una riflessione sul recente passato come presupposto per costruire un futuro di integrazione.

Nel suo intervento, Gadi Luzzato Voghera, ha molto criticamente definito la presenza degli ebrei nella Storia italiana, quella che si studia nei libri e sui banchi di scuola, come un fiume carsico. Essi fanno la loro comparsa nella storiografia con la figura di Gesù, scompaiono fino al Medioevo, riaffiorano nei ghetti del Cinquecento ma si deve attendere l’Ottocento e l’affaire Dreyfus perché la questione ebraica e gli ebrei emerga. Un grave vulnus, secondo il responsabile del Centro Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, cui si dovrebbe ovviare, essendo parte del tessuto socio-culturale italiano. Luzzato Voghera ha poi ben rappresentato l’escalation che nel 1938 portò all’estromissione degli ebrei dalla vita sociale, politica ed economica italiana. Un percorso grave quanto imprevisto, inaspettato ai più, conseguente alle politiche espansionistiche e coloniali dell’Impero Fascista in Africa, con la Guerra di Etiopia. Di fatto il Fascismo non nacque anti-semita – come ricordato da Luzzato Voghera – ma lo diventò per opportunità. Questo deve essere il monito più significativo che ci viene dal passato.

Molto toccante il contributo della professoressa Elena Lea Bartolini De Angeli, che ha portato le proprie memorie familiari, partendo dalle vicende della nonna materna, ebrea sefardita, che dopo aver a lungo vissuto in Egitto in un clima di convivenza e multiculturalità, negli anni Trenta rimasta vedova si trasferì in Italia, proprio negli anni cruciali del “Manifesto per la Difesa della Razza” e delle leggi razziali. Bartolini De Angeli ha ricordato come la madre e le zie si salvarono – a differenza di altri membri della famiglia deportati nei campi di concentramento – perché accolte a Milano in un Istituto di Suore, dove vennero nascoste facendole passare per educande o insegnanti, salvandole di fatto da morte certa. Elena Lea Bartolini De Angeli ha poi ricordato la sua personale esperienza di bambina di origini ebraiche nell’Italia degli anni Sessanta, costretta a mistificare e nascondere la proprie tradizioni e punita severamente quando vi dava voce.

IL RICORDO DI PAPA LUCIANI A SACILE. ALC 2018

Mercoledì 24 ottobre la rassegna ha fatto tappa a Sacile, nella prestigiosa cornice del Salone delle Feste di Palazzo Ragazzoni,  alle ore 20.30 è stata ricordata la figura di papa Giovanni Paolo I a quarant’anni dalla morte. Sarà presentato il volume edito da L’Azione “Albino Luciani. Vescovo di Vittorio Veneto. 1959-1970 nella memoria dei suoi parrocchiani”.

Hanno dialogato intorno alla figura di papa Luciani, monsignor Pietro Mazzarotto, il professor Aldo Toffoli, già Sindaco di Vittorio Veneto ed il giornalista e scrittore Marco Roncalli. Modera don Alessio Magoga, direttore de L’Azione di Vittorio Veneto.