Sabato e domenica dedicati al tema della cura: da quella dei beni culturali di proprietà delle comunità religiosa a quella psico-fisica delle persone.
Sabato 4 ottobre a Pordenone nella mattinata dalle ore 9.30 al Seminario Diocesano si è tenuta la conferenza dal titolo “Carisma e creatività. Catalogazione, gestione e progetti innovativi per il patrimonio culturale delle comunità di vita consacrata” all’omonimo volume edito da Artemide. Introdurrà e coordinerà i lavori don Paolo Barbisan, incaricato unico del Triveneto per i Beni Culturali Ecclesiastici. Sono seguiti gli interventi dell’architetto Luigi Bartolomei, docente all’Università di Bologna; di suor Annika Fabbian, delle Suore Maestre di S. Dorotea, e di madre Lucia Bressan, referente dell’USMI Triveneto, che presenteranno la ricerca sul patrimonio materiale e immateriale delle comunità religiose. Porteranno inoltre la loro esperienza la storica dell’arte Claudia Crosera, funzionaria del Ministero della Cultura che parlerà proprio del ruolo del ministero e delle sopraintendeze, e la restauratrice Anna Comoretto, con un focus sul valore della manutenzione nella conservazione dei beni culturali e l’esempio ‘nostrano’ di Santa Maria delle Grazie a Prodolone. L’evento è promosso in collaborazione con Ordine degli Architetti PPC di Pordenone, Ordine degli Ingegneri, Consulta per i Beni Culturali ed Ecclesiastici del del Triveneto e ANCE Alto Adriatico.

Domenica 5 ottobre, a Porcia, alle ore 17.00, presso il Casello di Guardia (Sala Camino), è stato presentato il libro “Avrò cura di te”. Sono intervenuti la curatrice del volume Paola De Giorgi, il dottor Enrico Vidal, direttore della Nefrologia Pediatrica dell’Ospedale Universitario di Padova, e Marisa Coccato, vicepresidente dell’associazione “Il Sogno di Stefano” Onlus, impegnata nell’assistenza alle famiglie. I saluti istituzionali sono stati portati da Lorena Blarasin, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Porcia. Il volume è una raccolta di sedici racconti che attraverso la narrazione rende omaggio a coloro che, nella vita comune, diventano “angeli” silenziosi – medici, infermieri, volontari, familiari, tutti coloro – i care giver come si direbbe oggi – che custodiscono l’affetto, il conforto e l’umanità nel momento della malattia e della sofferenza.






