Si è aperta ufficialmente la XIII edizione della rassegna Ascoltare, Leggere, Crescere, incontri con l’editoria religiosa, in programma fino al 5 ottobre prossimo a Pordenone, Gorizia, Udine e Trieste. Per il primo appuntamento della kermesse protagonista il cardinale Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero, ospite a San Vito al Tagliamento con un elogio della consacrazione femminile.

Dopo aver fatto visita nel pomeriggio alla Casa del Clero di via Savorgnano, dove ha incontrato il Vescovo Emerito mons. Ovidio Poletto e gli altri confratelli presenti nella struttura, il cardinal Stella ha celebra celebrato la Santa Messa nel Duomo di San Vito al Tagliamento. A seguire al Monastero della Visitazione SM, il cardinal Stella ha conversato intorno al tema de “Il valore sociale della vita consacrata femminile” con Sr. Maria Serena Irena Babnik, Superiora del Monastero di San Vito e Sr. Maria Francesca Padovan, già membro del Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano.
«La consacrazione religiosa possiede un alto valore sociale, che ricade nella vita della Chiesa ma che, al contempo, incentiva la promozione di quello che Papa Francesco ha definito ‘l’umanesimo cristiano’, cioè quella visione di uomo e di società fondata sugli stessi sentimenti di Cristo», ha sottolineato il cardinal Stella nel suo intervento.

L’alto prelato pievigino, ha evidenziato come con la loro scelta di abbracciare liberamente e gioiosamente i consigli evangelici, le consacrate siano la testimonianza vivente dei valori del regno di Dio nelle realtà del mondo, e diventino «profezia che annuncia il primato della carità, della solidarietà, della fraternità, della giustizia e della pace». Ciò avviene in particolare quando esse offrono, nelle situazioni segnate dalla sofferenza, dalla povertà, spesso dalla solitudine e dall’abbandono, una presenza attenta e discreta fatta di silenzio, di accompagnamento, di ascolto e di servizio. «Tale profezia si esprime principalmente nella carità e nella fraternità» come ha puntualizzato il Prefetto.
Le Consacrate, ha ricordato il cardinal Stella, svolgono spesso un apostolato che le porta a visitare i “luoghi di frontiera” dell’umanità, laddove tanti fratelli e sorelle segnate dalla difficoltà o dal dolore, attendono un sorriso amico, un ascolto gratuito, una parola di conforto, un abbraccio che riaccenda la speranza. Esse mettono in campo, talvolta in situazioni complesse, quella carità operosa e silenziosa attraverso cui si occupano dell’educazione dei bambini e dei ragazzi, delle persone vulnerabili, degli ammalati, e delle molteplici forme di povertà presenti oggi nel mondo.
La vita religiosa, con il suo profilo spiccatamente comunitario, contribuisce anche alla testimonianza del valore della fraternità. Il contenuto e lo stile della vita fraterna implica il riconoscimento dell’altro come dono, l’accoglienza della diversità, ma anche lo sviluppo di relazioni che si aprono all’amore gratuito, al servizio reciproco e alla corresponsabilità evangelica. In tal modo, generando relazioni d’amore, le Comunità religiose diventano un forte annuncio rivolto anche al mondo e alla società odierna. Portando con sé l’alto valore sociale della fraternità, la vita consacrata femminile crea reti di comunione laddove esistono invece tensioni e distanze, aiutando anche le persone del nostro tempo a vivere quella che Papa Francesco chiama la “mistica dell’incontro”.
Il cardinal Stella ha infine messo in evidenza anche altri elementi connessi alla scelta della vita consacrata – che hanno un importante impatto sulla società e sulla cultura: la valorizzazione della donna nel suo tratto specifico della maternità spirituale, e il tema della gioia che si rivolge alla ricerca di felicità dei nostri contemporanei, orientandola verso l’incontro con il Vangelo




