L’ANNUNCIAZIONE DI POMPONIO AMALTEO NUOVA IMMAGINE DELLA RASSEGNA ASCOLTARE, LEGGERE, CRESCERE

L’immagine scelta della XVa edizione della rassegna Ascoltare, Leggere, Crescere – l’Assunzione della Vergine di Pomponio Amalteo che decora la cupola della Chiesa di Santa Maria dei Battuti a San Vito al Tagliamento (Pordenone) – esprime al contempo il desiderio di un ritrovato rapporto con il territorio e con il pubblico e l’auspicio di rinascita sociale e culturale dopo un lungo periodo segnato dalla Pandemia.

L’Assunzione della Vergine fa parte del più ampio ciclo di affreschi amalteiani presenti nell’Oratorio dei Battuti eretto nel XV secolo accanto all’Antico Ospedale dell’omonima confraternita, a pochi passi dal Duomo e dal campanile della cittadina friulana. La volta di Pomponio Amalteo è considerata “il cielo più bello del Friuli” ed è stata realizzata tra il 1535 ed il 1546 dall’allievo e genero del Pordenone, insieme a scene della vita di Maria e dell’infanzia di Cristo ed altri episodi tratti dal Vecchio e Nuovo Testamento. L’Assunzione della Vergine ospitata nella pseudo-cupola, vede Maria effigiata accanto al Figlio, mentre al centro capeggiano le figura del Padre e dello Spirito Santo. Tutto attorno si dispiega un tripudio festoso di putti e una serie di Beati colti tra giubilo e stupore. L’affresco ha notevoli affinità con i dipinti del Pordenone di Cortemaggiore e Piacenza. Si ipotizza che l’Amalteo abbia di fatto realizzato la decorazione a buon fresco di San Vito al Tagliamento a partire da un progetto del suocero, poi direttamente affidatogli. Molte sono infatti le invenzioni pordenoniane che si affiancano a soluzioni inedite dell’Amalteo.

Come ricordato dal Vasari, questo pregevolissimo lavoro sanvitese valse a Pomponio Amalteo (1505-1588) l’iscrizione nella nobilità locale per volontà del Patriarca Marino Grimani, che sul feudo di San Vito al Tagliamento esercitava un controllo diretto, come su Ceneda, l’attuale Vittorio Veneto. L’Ospedale della Confraternita dei Battuti – congregazione già attiva a San Vito al Tagliamento nel 1369 – fu costruito nel XIV secolo lungo le antiche mura cittadine, in quella che era la principale via di transito percorsa da pellegrini e malati, perché questi potessero facilmente trovare ristoro ed accoglienza. Come numerose confraternite laiche attive nel corso Trecento, anche i Battuti esercitavano le proprie pratiche di penitenza prestando assistenza in questa struttura caritatevole.

L’Assunzione della Vergine è tema che ricorre spesso nella storia dell’arte occidentale ed ha una precisa simbologia nella cultura cristiana. Maria, in quanto madre di Gesù, è assunta in Cielo, ovvero conclude la sua vita terrene assurgendo al Paradiso sia con l’anima che con il corpo. Il suo arrivo in Cielo differisce quindi da quello dei Santi, che raggiungono la beatitudine celeste solo con l’anima. Ciò avviene perchè Maria è stata preservata dal Peccato Originale. Tale dogma è stato sancito formalmente da Papa Pio XII nel 1950 con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus: «L’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». Simbolicamente per la Chiesa cattolica, l’Assunzione della Vergine in Cielo è quindi un’anticipazione della resurrezione della carne, resurrezione che per tutti gli uomini avverrà solo alla fine dei tempi, con il Giudizio Universale.

L’Assunzione della Vergine di Pomponio Amalteo, immagine scelta per questa nuova edizione della rassegna d’incontri con l’editoria religiosa, allude quindi ad un profondo desiderio di rinascita morale e materiale. Con l’ardito scorcio dal forte impatto visivo, il dinamismo ascensionale delle figure, la presenza caratteristica dei puttini di gusto pordenoniano, l’affresco di Pomponio Amalteo comunica letizia e gioia: positivo auspicio per il prossimo futuro.