FOCUS SUL CYBERBULLISMO: GIOVANI PROTAGONISTI

Molto attenti e coinvolti gli studenti delle scuole superiori del sanvitese che anno gremito oggi l’ Auditorium Comunale di via Manfrin a San Vito al Tagliamento, per l’incontro dedicato al tema quanto mai attualissimo e delicato del cyberbullismo. Definito dal MIUR come la manifestazione di un fenomeno più ampio e meglio conosciuto come bullismo e caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo di bulli, su una vittima attraverso l’utilizzo della rete, esso interessa in particolare le generazioni più giovani, i cosiddetti post-millenials, ragazzi che hanno meno di 22 anni, per la maggioranza studenti delle scuole medie e superiori. Un fenomeno in costante crescita con la diffusione sempre più massiva dei social network.

Come ha ricordato il dott. Mario Del Verme, della Fondazione Pontificia Scholas, Papa Francesco ha espresso in più occasione allarme e sconcerto per il dilagare di queste manifestazioni di violenza tra le generazioni più giovani – il bullyng come lo chiama Bergoglio – condannate anche in occasione dell’Ultima Giornata Mondiale della Gioventù. Il Pontefice ha esortato i ragazzi a non cedere alla tentazione di scagliarsi contro i più deboli, a dichiarare guerra al bullismo che mina la dignità di ciascuno e di intraprendere la strada del dialogo e del rispetto della differenza.

Nell’analizzare le cause e indicare le modalità per contrastare queste azioni violente e intimidatorie la dott.ssa Francesca Maisano, psicologa dell’Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli di Milano, ha scelto di partire proprio dall’esperienza del giovane uditorio instaurando un dialogo diretto con gli studenti, interpellati a commentare o raccontare episodi accaduti, foto, video. La dott.ssa Maisano – tra i più stretti collaboratori del prof. Luca Bernardo, direttore del Centro di Coordinamento Nazionale Cyberbullismo del MIUR – ha poi cercato di affrontare il problema dal punto di vista del bullo, in un cambio di prospettiva necessario, ricordando che tra le motivazioni che lo spingono ad agire ci sono spesso episodi di violenza subiti a sua volta, fisica o psicologica. Anche il carnefice, dunque, può essere esso stesso vittima di disagio. In un circolo vizioso.

A conclusione della mattinata, il dott. Mario Polisciano, psicologo del Centro Servizi Volontariato di Padova, ha invece invitato i ragazzi a diventare autoconsapevoli di alcuni comportamenti sbagliati che possono favorire il cyberbullismo e tutti gli episodi di vessazione e violenza attraverso la rete. Polisciano ha ricordato agli studenti che è vero l’assunto per cui la libertà di ciascuno inizia e finisce dove comincia quello dell’altro e che nell’esprimere giudizio e commentare, è importante empatizzare e ricomprendere nel proprio orizzonte. Un commento negativo, può generarne altri a catena e ad oltranza