OLTRE LA PANDEMIA, PRIMO LIBRO IN PRESENTAZIONE PER L’EDIZIONE 2021

Al via anche le presentazioni librarie sul territorio per questa XV edizione della rassegna “Ascoltare, Leggere, Crescere”. Venerdì 24 settembre alle ore 20.30, nella Chiesa Parrocchiale di S. Martino Vescovo di Tiezzo di Azzano X, il giornalista di TV2000 Fabio Bolzetta ha presentato il suo libro “Oltre la Pandemia. Storie vere, anticorpi di speranza” (ed. Paoline), in dialogo con monsignor Orioldo Marson, Vicario Generale della Diocesi di Concordia-Pordenone e padre Stefano Cecchin, Presidente della Pontificia Academia Mariana Internationalis.

Il volume raccoglie storie ed emozioni di uomini e donne che hanno superato la sfida del Covid-19 o che ne sono rimaste sopraffatte, testimonianze di veri e propri “eroi del quotidiano” raccolte dall’autore direttamente sul campo.

FEMMINICIDIO E RAZZISMO NEL PRIMO APPUNTAMENTO DELLA RASSEGNA.

Giovedì 23 settembre all’Auditorium della Regione di Pordenone, si è tenuto l’incontro dal titolo “Femminicidio e razzismo”, primo degli appuntamenti in cartellone per la rassegna dedicata all’editoria religiosa 2021.

Nel corso dell’incontro la dottoressa Francesca Medioli, storica freelance e già docente di Italian Women’s History all’Università di Reading ha ricostruito il passaggio semantico e culturale dall’ “uxoricidio” al “femminicidio” e tracciato con esempi l’evoluzione dal delitto d’onore al delitto contro la persona, spiegandone le implicazioni legali e storiche. Michela Nacca, avvocato dei Tribunali della Rota Romana e della Segnatura Apostolica e Presidente dell’associazione Maison Antigone ha invece parlato di ‘legal harassment’, nuova forma di violenza di genere istituzionalizzata, che si concreta nella vera e propria «normalizzazione della violenza, attraverso strategie difensive e norme giuridiche, agite da servizi sociali, forze dell’ordine e tribunali penali e civili» e nella legittimazione della violenza contro donne e bambini avvallata a partire da junk science come la PAS, la famigerata Sindrome da Alienazione Parentali.

Come ricordato in apertura dell’evento anche dal curatore della rassegna Sandro Sandrin, in molte occasioni Papa Francesco ha speso parole incisive per restituire le mortificazioni a cui la donna è sottoposto quotidianamente nella nostra società. Il 1° gennaio 2020 in occasione della 53ma Giornata Mondiale della Pace, Bergoglio ha affermato: «Le donne sono fonti di vita. Eppure sono continuamente offese, picchiate, violentate, indotte a prostituirsi. Ogni violenza inferta alla donna è una profanazione di Dio, nato da una donna. Da come trattiamo il corpo della donna comprendiamo il nostro livello di umanità. E se vogliamo un mondo migliore che sia casa di pace e non cortile di guerra, ci stia a cuore la dignità di ogni donna». E in occasione della recente Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, il Papa ha levato la sua voce in difesa delle tante donne che nel mondo ogni giorno continuano a subire violenza psicologica, verbale, fisica e sessuale, esortando con forza le vittime ad uscire dal tunnel e rompere il silenzio. Ma ha anche invitato la società tutta ad ascoltare le richieste di aiuto, a non ignorarle per voltarsi dall’altra parte.

Collegata via Skype dal Vaticano la dott.ssa Francesca Di Giovanni, Sottosegretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria dello Stato Città del Vaticano – prima donna a ricoprire questo ruolo – nel portate le conclusioni dell’incontro ha ribadito la posizione di condanna della Santa Sede, sia a livello ecclesiale che diplomatico, verso qualsiasi forma di violenza e discriminazione razziale: «Negare l’uguale dignità di un’altra persona è una grave offesa a Dio, all’altra persona e, alla fine, anche un attacco alla nostra stessa dignità». Ed ha inoltre ricordato: «Oltre alla condanna della discriminazione razziale, la Chiesa condanna come tale la violenza contro la persona umana. Ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte per superare l’ingiustizia della discriminazione razziale. Come ci ricorda sempre Papa Francesco, abbiamo bisogno di costruire ponti, non muri e dobbiamo impegnarci a costruire una fraternità umana basata sul pieno riconoscimento della dignità trascendente di ogni persona».

Il primo appuntamento si è svolto nel giorno in cui è giunto il saluto benaugurale del Papa per il tramite del Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Pietro Parolin: «il Sommo Pontefice desidera esprimere apprezzamento per l’iniziativa e per l’impegno nel costante dialogo fra rilevanti realtà editoriali al fine di promuovere un sempre più’ originale contributo all’evangelizzazione e all’edificazione di una società’ sensibile culturalmente e umanamente. con tali sentimenti Papa Francesco di cuore invia a vostra eccellenza, al promotori, come pure a tutti coloro che seguono tale evento attraverso i mezzi di comunicazione, la desiderata benedizione apostolica.»

APERTURA UFFICIALE E LECTIO MAGISTRALIS RETTOR MAGGIORE DEI SALESIANI

La rassegna “Ascoltare, Leggere, Crescere” è stata aperta ufficialmente con la lectio magistralis del Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime dal titolo “La sfida educativa in tempo di pandemia”.

Come ha ricordato il Rettor Maggiore «Questo tempo di pandemia ha messo ancora più in luce l’importanza dell’educazione, che insieme alla salute ed al lavoro sono stati temi cruciali. La crisi sanitaria nella sua drammaticità ha permesso di rendersi conto che l’educazione è molto più dell’insegnamento: è relazione, comunione ed accoglienza»

Nell’occasione il Rettor Maggiore ha ricevuto il Sigillo dalla Città dalle mani del Sindaco di Pordenone. Questo riconoscimento al Rettor Maggiore è inteso come omaggio alla Congregazione Salesiana di San Giovanni Bosco per la sua presenza a Pordenone dal 1924 e come recita la motivazione del conferimento «è motivo d’orgoglio e apicale testimonianza del radicamento dei valori della comunità salesiana in Città che, passo dopo passo, si accinge a festeggiare i suoi primi 100 anni sotto la guida aperta, gioiosa e innovativa di Don Bosco alla quale non pochi studenti pordenonesi devono la loro educazione e istruzione».

Proprio in riguardo alla presenza a Pordenone della Famiglia Salesiana, don Fernández Artime ha voluto «ringraziare la città dove il carisma di don Bosco ha messo radici e ringraziare la gente che ha accolto don Bosco e i suoi figli in questi anni. Con la speranza di continuare a scrivere belle pagine insieme e proseguire insieme il cammino, nel segno dell’accoglienza, com’è accogliente l’Oratorio salesiano».